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Come fare un'analisi SEO del sito web in 7 passi

Di UPGeoSEO Team · Editorial team

10 ott 2026 · Aggiornato il 26 ott 2026 · IT

Come fare un'analisi SEO del sito web in 7 passi

Un'analisi SEO del sito web è un controllo sistematico di come Google, e oggi anche i motori di risposta IA, trovano, indicizzano e valutano le tue pagine. Per un sito sotto le 500 pagine serve in genere una giornata di lavoro e bastano strumenti gratuiti come Google Search Console e PageSpeed Insights.

Il risultato non è un report da 80 pagine. È una lista corta di interventi in ordine di impatto.

Qui trovi i 7 passi, gli errori che falsano i dati e un esempio reale di come leggere i risultati.

Punti chiave

  • Google considera buone le Core Web Vitals quando LCP resta sotto 2,5 secondi, INP sotto 200 millisecondi e CLS sotto 0,1, misurati sul 75° percentile delle visite reali.
  • Google Search Console conserva 16 mesi di dati sulle prestazioni: è la fonte più affidabile per capire quali pagine perdono clic e impressioni.
  • Una pagina importante dovrebbe stare entro 3-4 clic dalla homepage; oltre, viene scansionata meno spesso e riceve meno valore dai link interni.
  • Un tag title efficace sta tra 50 e 60 caratteri ed è unico per ogni URL; i title duplicati sono tra i problemi on-page più frequenti nei crawl.
  • Nel 2026 un'analisi completa include anche la GEO: verificare se ChatGPT, Gemini e Perplexity citano il tuo brand quando qualcuno chiede del tuo settore.

Quanto tempo serve e cosa ottieni alla fine?

Un sito con meno di 500 URL richiede circa 6-8 ore di analisi; un e-commerce con migliaia di schede prodotto può richiedere 2-3 giorni, soprattutto per il crawl e la lettura dei dati. Alla fine hai tre cose: una mappa dei problemi, una matrice di priorità e una baseline per misurare i progressi.

La baseline conta più di quanto pensi. Senza i numeri di partenza (clic, impressioni, pagine indicizzate, posizione media) non saprai mai se una correzione ha funzionato. Salva tutto in un foglio con la data.

Cosa non ottieni: una "pagella" da 0 a 100. I punteggi dei tool sono comodi, ma spesso gonfiati o sgonfiati da avvisi irrilevanti. Un 92/100 con la pagina prodotto principale esclusa dall'indice è un sito che perde soldi. Guarda i dati reali, non il teatro.

Quali strumenti servono per l'analisi SEO di un sito web?

Per partire bastano quattro strumenti gratuiti: Google Search Console, Google Analytics 4, PageSpeed Insights e un crawler come Screaming Frog, che nella versione gratuita scansiona fino a 500 URL. Le suite a pagamento come Semrush, Ahrefs o SEOZoom aggiungono dati su keyword, concorrenti e backlink.

StrumentoCosa misuraCosto
Google Search ConsoleIndicizzazione, clic, CTR, Core Web Vitals realiGratis
Google Analytics 4Traffico organico, conversioni, comportamentoGratis
PageSpeed InsightsLCP, INP, CLS su dati di campo e di laboratorioGratis
Screaming FrogStatus code, title, canonical, link interniGratis fino a 500 URL
Suite SEO (Semrush, Ahrefs, SEOZoom)Keyword, concorrenti, profilo backlinkA pagamento
Test manuali su ChatGPT, Gemini, PerplexityCitazioni del brand nelle risposte IAGratis o abbonamento

La regola: i dati di Google battono le stime dei tool. Se Semrush dice che una keyword porta 1.000 visite e Search Console ne mostra 40, credi a Search Console.

Come fare un'analisi SEO del sito web: i 7 passi

I 7 passi seguono l'ordine in cui Google incontra il tuo sito: accesso ai dati, scansione, indicizzazione, velocità, contenuto, link e infine citazioni IA. Fare il passo 5 prima del passo 3 significa ottimizzare pagine che Google magari non vede nemmeno.

1. Verifica l'accesso ai dati

Controlla che Search Console sia verificata a livello di dominio (non solo per la versione https://www), così vedi tutti i sottodomini e i protocolli. In GA4, verifica che il canale "Organic Search" registri traffico e che almeno una conversione sia configurata. Se il tracciamento è rotto, fermati e sistemalo prima: analizzare dati sbagliati è peggio che non analizzarli.

2. Scansiona il sito, robots.txt e sitemap

Lancia un crawl completo. Poi apri il file robots.txt e controlla che non blocchi cartelle importanti (capita spesso dopo il passaggio da staging a produzione). Confronta la sitemap XML con il crawl: un URL presente nella sitemap ma non raggiungibile da nessun link interno è una pagina orfana. Google la trova a fatica e la valuta poco.

3. Controlla status code e indicizzabilità

Filtra il crawl per status code. Elimina i 4xx sui link interni, spezza le catene di redirect (A→B→C diventa A→C) e segnala ogni errore 5xx al team tecnico. Poi apri il rapporto "Indicizzazione delle pagine" in Search Console e leggi i motivi di esclusione. Due trappole classiche: un tag canonical che punta alla pagina sbagliata e un noindex dimenticato su un template intero.

Se lavori su più mercati, qui controlla anche gli hreflang: ogni versione linguistica deve puntare alle altre e a se stessa. Un hreflang rotto fa comparire la pagina italiana ai tuoi utenti tedeschi.

4. Misura performance e versione mobile

Google usa la versione mobile per indicizzare. Testa i template chiave (home, categoria, articolo, scheda prodotto) su PageSpeed Insights, non solo la homepage. Le soglie ufficiali delle Core Web Vitals pubblicate da Google sono LCP sotto 2,5 s, INP sotto 200 ms e CLS sotto 0,1. INP ha sostituito FID come metrica ufficiale a marzo 2024, quindi ignora i report vecchi che parlano ancora di FID.

5. Analizza l'on-page

Per ogni pagina che conta, controlla: title unico tra 50 e 60 caratteri, meta description che invogli al clic, un solo H1, gerarchia H2/H3 logica, dati strutturati in JSON-LD dove servono (Product, Article, FAQPage, LocalBusiness). Incrocia con Search Console: una pagina con molte impressioni e CTR basso ha quasi sempre un title debole. Per le correzioni vere e proprie, trovi il metodo nella nostra pagina sull'ottimizzazione SEO del sito.

6. Esamina link interni e backlink

Misura la profondità di clic: ogni pagina strategica dovrebbe stare entro 3-4 clic dalla home. Controlla gli anchor text interni: "clicca qui" non dice niente a Google, "preventivo infissi in PVC" sì. Sui backlink, guarda i domini di riferimento, non il numero grezzo di link. Dieci siti di settore valgono più di mille directory spam.

7. Verifica la visibilità nelle risposte IA

Questo è il passo che quasi tutte le checklist saltano. Scrivi 10-15 domande che i tuoi clienti fanno davvero ("miglior software di fatturazione per freelance", "come scegliere un fornitore di packaging sostenibile") e ponile a ChatGPT, Gemini e Perplexity. Annota se il tuo brand viene citato, con quale fonte e accanto a quali concorrenti. SEO ti porta in classifica. GEO ti fa citare nella risposta. Ti servono entrambe.

Come trasformi la lista di errori in un piano d'azione?

Ogni problema trovato va classificato su due assi, impatto e sforzo, e affrontato in quest'ordine: prima alto impatto e basso sforzo, poi alto impatto e alto sforzo. Un audit che finisce con 300 avvisi non ordinati non viene mai implementato.

PrioritàImpattoSforzoEsempio
1 - SubitoAltoBassoRimuovere un noindex da un template di categoria
2 - PianificaAltoAltoRidurre l'LCP delle schede prodotto da 4 s a 2 s
3 - Quando c'è tempoBassoBassoAccorciare 20 meta description troppo lunghe
4 - Ignora per oraBassoAltoRiscrivere tutti gli alt text di un archivio del 2018

Assegna a ogni intervento un responsabile e una data. Dopo 4-6 settimane torna su Search Console e confronta con la baseline del passo 1.

Quali errori rovinano un'analisi SEO?

L'errore più costoso è fidarsi del punteggio di un tool invece dei dati di Search Console. Seguono a ruota: analizzare solo la homepage, ignorare la versione mobile e consegnare una lista senza priorità. Ognuno di questi trasforma ore di lavoro in un PDF che nessuno apre.

  • Inseguire ogni avviso. Un "H1 troppo lungo" su una pagina da 3 visite al mese non merita il tuo tempo.
  • Testare un solo URL per la velocità. La home spesso è la pagina più leggera; le schede prodotto sono quelle lente.
  • Dimenticare i mercati esteri. Se hai /de/ e /fr/, analizza anche quelli. Spesso sono tradotti male e hanno title copiati dall'italiano.
  • Fermarsi a Google. Se i motori IA citano tre concorrenti e mai te, stai perdendo domanda che nessun report SEO classico ti mostra.
  • Non salvare la baseline. Senza i numeri di partenza non puoi dimostrare nessun risultato.

Esempio pratico: un sito B2B in tre mercati

Prendiamo uno scenario tipico: un'azienda di componenti industriali con circa 400 URL in italiano, inglese e tedesco. Search Console mostra impressioni stabili in Italia ma clic in calo del 30% in Germania negli ultimi sei mesi.

Il crawl rivela tre cose. Primo, le pagine /de/ hanno un canonical che punta alla versione italiana, quindi Google indicizza la pagina sbagliata per gli utenti tedeschi. Secondo, i title tedeschi sono traduzioni letterali: nessuno in Germania cerca quelle parole. Terzo, le schede prodotto hanno un LCP di 3,8 s per via di immagini da 2 MB.

Con la matrice, il canonical va al primo posto: alto impatto, un'ora di lavoro. Le immagini vanno al secondo. La riscrittura dei contenuti tedeschi con keyword native va al terzo, perché richiede ricerca vera, non un traduttore automatico. Il test GEO aggiunge un dato: Perplexity cita due concorrenti per "Hydraulikkupplung Hersteller" e mai questa azienda. Il motivo è semplice: non esiste una pagina tedesca che risponda in modo chiaro a quella domanda.

Questa è la differenza tra scrittura nativa e traduzione goffa. Per Google sembrano due pagine simili. Per l'utente tedesco, una parla la sua lingua e l'altra no.

Analisi SEO da solo, con un tool o con un'agenzia?

Un'analisi fai-da-te costa zero euro e una giornata del tuo tempo, ma richiede di saper leggere i dati. Un tool automatico la riduce a pochi minuti di setup. Un'agenzia porta esperienza, ma i prezzi variano molto e spesso il report arriva senza esecuzione.

Scegli il fai-da-te se hai un sito piccolo, un solo mercato e qualcuno in team che conosce Search Console. Scegli un tool se gestisci più lingue e vuoi ripetere l'analisi ogni mese senza rifare tutto a mano. Valuta un'agenzia per migrazioni complesse o cali di traffico improvvisi che non riesci a spiegare. Per farti un'idea delle cifre in gioco, abbiamo raccolto i costi reali della SEO in un confronto senza trucchi.

Il punto vero è cosa succede dopo. Un audit senza correzioni e senza nuovi contenuti non muove il traffico. Per questo una piattaforma SEO automatizzata ha senso solo se collega l'analisi alla pianificazione e alla pubblicazione.

Domande frequenti

Ogni quanto va fatta un'analisi SEO del sito web?

Un'analisi completa ogni 3 mesi è un buon ritmo per la maggior parte dei siti. Va ripetuta subito dopo un redesign, una migrazione di dominio o un cambio di CMS, perché sono i momenti in cui si rompono redirect, canonical e tracciamenti. Il monitoraggio di Search Console, invece, conviene guardarlo ogni settimana.

Si può fare un'analisi SEO gratis?

Sì. Search Console, GA4, PageSpeed Insights e la versione gratuita di Screaming Frog coprono tutti i 7 passi su siti fino a 500 URL. Oltre quella soglia serve la licenza del crawler o un'altra soluzione, perché il crawl si interrompe e perdi parte delle pagine.

Che differenza c'è tra analisi SEO e audit tecnico?

L'audit tecnico copre solo scansione, indicizzazione, velocità e codice (i passi 2, 3 e 4). L'analisi SEO completa aggiunge contenuto, keyword, link e posizionamento rispetto ai concorrenti. Un sito tecnicamente perfetto può comunque non posizionarsi se le pagine non rispondono a ciò che la gente cerca.

Cos'è un'analisi GEO e perché affiancarla alla SEO?

Un'analisi GEO (Generative Engine Optimization) verifica se i motori di risposta IA citano il tuo brand e quali fonti usano per farlo. A differenza di Google, non esiste una "Search Console" ufficiale per ChatGPT o Perplexity, quindi le citazioni vanno tracciate con prompt ripetuti nel tempo o con strumenti dedicati.

Il tuo prossimo passo: parti dai dati di Search Console

Apri Search Console oggi. Esporta gli ultimi 3 mesi di prestazioni e il rapporto sull'indicizzazione. È la tua baseline, e richiede dieci minuti. Poi segui i 7 passi nell'ordine e chiudi con la matrice di priorità.

Se preferisci non farlo a mano, UPGeoSEO esegue un audit SEO + GEO del tuo sito e ti fa parlare con un consulente di audit che ti guida nelle correzioni. Il piano Solo audit parte da $9, una tantum o mensile. Se vuoi anche contenuti nativi in ogni lingua, pianificati e pubblicati in automatico sul tuo CMS, c'è il piano Autopilot a $40 al mese. Tu approvi, noi pubblichiamo.

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